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Mostro,
vorrei tornare a scrivere per sfogare la sofferenza che mi provochi;
ma ormai sei così grande e grosso e invadente -
sì, anche se scompari più spesso, se ti celi per più tempo -
che quando ritorni sono talmente pervasa dalla tua essenza, che non so più cosa significhi scrivere una poesia.
Non so più cosa significhi metterti per iscritto.
Sei così grande e grosso, scuro e aggrovigliato, e pesante, Mostro,
che non so come parlarti e come parlare di te.
Sono tanto stanca.
Vorrei spegnermi.
Ti faccio spazio dentro di me, Mostro, perché so che altrimenti te lo prenderesti con la forza.
Sono qui. Come sempre, ti aspetto. Come sempre, spero te ne vada in fretta.
Un giorno vincerai tu, questo lo so bene.
Mi inghiottirai tutta.
E quando succederà, Mostro, voglio guardarti dritto negli occhi
e dirti:
"hai vinto".
Ma per ora, grazie per avermi ascoltata: so che l'hai fatto.
Per sempre tua,
R.